ELIO DE ANNA

candidato alla presidenza della Federazione Italiana Rugby

2021-2024


CURRICULUM PROFESSIONALE E SPORTIVO

ELIO DE ANNA – Cordenons (PN) 30.09.1949 – medico chirurgo specialista in Chirurgia Generale, Medicina Legale e delle Assicurazioni.

Ha praticato pallacanestro, atletica leggera (10”8 nei 100 piani) e rugby: 16 campionati nazionali (C/1, B/2, A/13, 236 presenze, 360 punti segnati/90 mete, 2 scudetti). Presenze nei Dogi/7 (super club del Triveneto), Zebre/5, XV della Colonna/2, Nazionale – Azzurro/27 (Coppa Europa, Giochi del Mediterraneo, esperienze in tutto il mondo), Resto del Mondo/1.

Dirigente sportivo nel rugby (presidente dei Dogi, vice presidente EVRA (associazione europea dei rugbisti veterani) e nell’atletica leggera (consigliere nazionale della FIDAL 1993-2000 e 2016-2020).

Presidente della Provincia di Pordenone (1999-2008). Consigliere regionale (2008-2018) e assessore regionale (2008-2013), con deleghe importanti e allo sport. Coordinatore nazionale degli assessori allo sport delle regioni italiane (2010-2013).

Docente universitario, presidente di enti culturali della fotografia (Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia), della letteratura (Premio Internazionale Culturale Renato Appi in lingua friulana) e della musica (Orchestra Sinfonica del FVG), presidente dell’aeroporto di Trieste «Ronchi dei Legionari»; vice presidente del Comitato Organizzatore Locale (COL) dei Master Games europei, presidente del COL dei Campionati del Mondo di pallavolo maschile; vice presidente del comitato promotore «Venezia capitale europea della cultura 2019».

2018: ha lasciato la politica attiva

2019: ha lasciato la professione di medico di famiglia per quiescenza

Vive e risiede a Cordenons (PN)


UN MANDATO RESPONSABILE

Quante volte ci siamo domandati: «Potrò mai sapere esattamente cosa hanno prodotto per la società e per me le persone che ho contribuito a far eleggere?»

Oggi da candidato-presidente della FIR desidero consegnare all’attenzione delle Società un programma che muove da un «Manifesto per il risveglio»

e si sviluppa attraverso una serie di priorità accompagnate da obiettivi puntuali e misurabili durante il quadriennio 2021-2024.


Ho maturato questa mia convinzione per tre motivi:


a) la globalizzazione, come peraltro accennato nella premessa, con le sempre più frequenti e rapide trasformazioni sociali inasprite ora da tutte le criticità legate alla pandemia del coronavirus;


b) la Federazione che deve realizzare la sua «mission» rispondendo ai bisogni del movimento che rappresenta e con scelte che debbono avere ricadute tangibili sui propri tesserati. Il programma identifica la necessità di un risveglio, promuove una evoluzione dell’attuale gestione federale e si impegna ad operare in trasparenza con criteri di efficacia ed efficienza su obiettivi puntuali e misurabili. Alle Società spetta poi il giudizio, valutare se quello che è stato realizzato risponde non solo a quanto era stato promesso e, soprattutto se ha portato alla soluzione dei problemi contingenti;

c) il processo di aziendalizzazione, che interessa tutte le gestioni politico-amministrative e che ha prodotto un profondo cambiamento operativo.

Nel nostro caso alla parte politica della Federazione spetta il ruolo di sensore, attento lettore del contesto di riferimento, ascolto delle indicazioni che emergono dalle Società, avanguardista e anticipatore delle esigenze in cui opera; alla macchina tecnico – amministrativa dei dipendenti e collaboratori il compito di attento interlocutore – pianificatore e tradurre gli obiettivi politici e il programma in azioni concrete, con modalità di gestione sempre più mutuate dal settore profit.

Infine, un Bilancio Sociale che, esteso per tutto un mandato, ci dia la possibilità di rendere conto, al di là del tradizionale aspetto economico e finanziario, di tutto l’operato svolto: un bilancio che, allo stesso tempo, sia in grado di rappresentare valori, investimenti, impatto ed effetti prodotti su una comunità importante come quella rappresentata dal mondo dello sport in generale e del rugby in particolare.


PREMESSA

Il sistema rugby italiano, impostato oltre un decennio fa prima sul cosiddetto progetto-altezza, poi sull’impianto delle accademie e dei centri di formazione, ha indotto discutibili processi esclusivi di selezione degli atleti e prosciugato una quantità esagerata di risorse.

I risultati sportivi non hanno confermato le aspettative. La nazionale maggiore, sostenuta dalle due franchigie professionistiche, ha mostrato i limiti di un sistema politicizzato e costoso. In particolare, sul piano tecnico, le due franchigie non hanno determinato quei risultati per i quali erano state create, cioè mantenere e migliorare le performances di giocatori validi e utili alla nazionale maggiore.

Inoltre, persiste una «disparità giuridica» di base.

Sul piano economico-finanziario si assiste a un disordine contabile, con una serie di bilanci opachi e tremendamente in ritardo nella loro approvazione, sia da parte della federazione sia dal CONI. Non sono esplicitate a sufficienza le voci di spesa, le informazioni rilevanti si perdono, non si conosce l’esatto ammontare del costo delle accademie e la questione riguarda anche i compensi dei responsabili delle varie sezioni.


Obiettivo 01: ripristinare da subito un bilancio per competenza


Dal lato delle entrate, poco è stato fatto per aumentare la capacità di attrazione del movimento per sponsor e investitori, anche in mancanza di risultati sportivi di rilievo.

Il prodotto rugby è diventato poco attraente, addirittura meno appetibile di qualche anno fa, ed è illusorio pensare a spazi pubblicitari importanti dove inserirsi con un bando di gara che rischierebbe di andare deserto.

Ricreare un prodotto rugby «appetibile, gradevole e vendibile», al fine di ottenere ulteriori risorse per la crescita e lo sviluppo di tutto movimento.

Solo la cessione di una importante quota patrimoniale derivante dal Pro 14 e dal 6 Nazioni ha fatto pervenire alla Federazione ingenti somme, in grado coprire le spese fuori controllo e di mantenere il bilancio in attivo.


Obiettivo 02: LE NUOVE ENTRATE

– garantire e rendere il sistema sostenibile, attraverso una globale e bilanciata redistribuzione delle risorse

– istituire una posta di bilancio per un rilancio del Meridione e un sostegno economico alle società per l’emergenza coronavirus


Alcune decisioni federali, in particolare la scelta di chiamare persone di alto livello da fuori (O’Shea) a cui lasciare mano libera per innovare il sistema e che parevano azzeccate, alla fine non hanno illuminato l’oscuro tunnel imboccato dall’Italia.

La Federazione e la Nazionale del dopo Tokyo 2019 si ritrovano senza O’Shea e senza un progetto credibile per il 6 Nazioni e per il futuro.

Nel ranking mondiale 2007 di World Rugby l’Italia è al 9° posto dopo il Galles e davanti alla Scozia.

Nel 2020, dopo l’Autunno Nations Cup e il Tri Nations, l’Italia ha perso sistematicamente posizioni.

Ora è classificata al 14° posto dopo Giappone, Fiji, Georgia

e Tonga. Quel 10° posto mondiale che sembrava alla nostra portata si allontana.


Obiettivo 03: Il «risveglio» del rugby italiano incomincia con l’evoluzione dell’attuale gestione federale e riguarda temi importanti:

-ORGANIZZAZIONE

-FORMAZIONE

-ATTIVITA’ FEDERALE

-NAZIONALE



ORGANIZZAZIONE

La globalizzazione ha cambiato la società, ha caratterizzato il mondo dello sport, permeando le tradizioni sportive e cambiando in maniera marginale i suoi valori. L’avvento del professionismo ha inciso anche nel mondo del rugby e della FIR. Si rende necessario un adeguamento dell’apparato, una rivisitazione del sistema burocratico amministrativo, delle aree di competenza, della gestione delle risorse umane, dei carichi di lavoro in base alle competenze.


Obiettivo 04: ricerca di personale (interno e esterno) per la valorizzazione di un Centro Studi; rilancio dell’immagine ai fini del marketing; assunzione di un advisor per realizzare un bando pubblico di gara per attrarre privati che evolvono da semplici sponsor ad attori protagonisti e desiderosi di condividere insieme a noi un progetto sia nel contenuto quanto nel percorso di realizzazione.

La riorganizzazione deve essere preceduta da una consultazione globale che porti la Federazione ad un confronto capillare sul territorio: gli Stati Generali del Rugby italiano.

Obiettivo 05: una consultazione regione per regione, che avvicini la base al vertice, raccolga le istanze delle società, verifichi l’opportunità di adeguare lo Statuto alle nuove esigenze

Obiettivo 06: l’istituzione di una Camera Bassa–Comitato Nazionale,   un organismo consultivo intermedio tra CF e società, capace di analizzare le tematiche proprie della periferia e avanzare proposte al CF

In epoca di pandemia e post-pandemia da Covid 19 l’emergenza sanitaria obbliga i tesserati alla piena adesione delle disposizioni delle autorità competenti siano esse centrali o periferiche. In attesa di liberalizzazione, è compito della Federazione pianificare strategie e simulazioni per una ripartenza strategica.

Obiettivo 07: la creazione di uno sportello di servizio per una informazione puntuale alle società affiliate, ai tesserati, a tutto il mondo rugbystico. Aiuto a risolvere le questioni amministrative e assicurative, sostegno interpretativo e legale, supporto alla presentazione di  progetti europei

Tutto il contrario di quanto si legge sul sito della FIR: non è in alcun modo facoltà della FIR fornire alle Società interpretazioni dei decreti governativi vigenti, per i quali le Società sono invitate a fare riferimento ai propri legali di fiducia.



PROGRAMMA ATTIVITÀ FEDERALE INTERNAZIONALE (Franchigie) e NAZIONALE (Campionati)

CAMPIONATI MASCHILI

I campionati si disputeranno tutti la domenica mentre le franchigie resteranno legate al calendario stabilito dalla EPCR – European Professional Club Rugby.

CAMPIONATO GUINNESS PRO 14

Le franchigie italiane continueranno la loro attività in essere con il pieno sostegno da parte della Federazione, nella consapevolezza che «franchigie vincenti, nazionale più competitiva».

I giocatori tesserati con una squadra, dall’inizio dell’attività, apparterranno alla medesima e sarà rivalutato l’accordo con le società del Top 12 per l’utilizzo dei «permit player».


Obiettivo 08:

– risoluzione della «disparità giuridica» tra le due franchigie nel giro di alcune stagioni

– due squadre private indipendenti, anche se sostenute non solo economicamente dalla FIR, con apporto di capitale proprio

– innesto di giocatori stranieri importanti


CAMPIONATO TOP 10

Serve un cospicuo investimento federale e non solo economico


Obiettivo 09: aumentare il livello del campionato domestico. 

Per la parte economica la Federazione riconoscerà, come principio fondamentale e integrante del suo Statuto, una cifra prestabilita che andrà a premiare le varie squadre in base alla classifica dell’anno precedente e che verrà erogata all’inizio di ogni stagione.

Avrà una consistenza di circa € 3.000.000,00.

Queste le ripartizioni:

TOP 10/12

Squadra Campione d’Italia……………………..€ 400.000,00

Alla squadra finalista 2°classificata………..€ 350.000,00

Alle 3 squadre ai playoff …………………………€ 300.000,00

Alle altre 7 squadre partecipanti……………€ 250.000,00




Avrà un numero di squadre iscritte idoneo a centrare tale obiettivo.

Obiettivo 10: accordo con le due franchigie per valutare l’iscrizione di due team provenienti dalle franchigie stesse al Campionato Top 10 che evolverà in Top 12.

CAMPIONATO ITALIANO UNDER 20

Obiettivo 11: ogni società dovrà avere una squadra U20 che giocherà il suo campionato seguendo il calendario della prima squadra.

Tale scelta ovviamente porta alla cancellazione delle Accademie U20.


Per quanto riguarda l’attività agonistica U20 le spese vive delle trasferte saranno a totale carico della Federazione. Per quanto riguarda la parte economica la Federazione riconoscerà una cifra non superiore a € 4.000,00, elargita in base alle spese di trasferta dietro presentazione di fattura intestata alla Federazione Italiana Rugby.


CAMPIONATO di SERIE A RINOMINATO SUPER 30


La serie A, rinominata Super 30, sarà rielaborata in funzione delle reali necessità delle società iscritte. Anche in questo caso la squadra U20, ove possibile, giocherà prima della partita della prima squadra ed avrà il contributo di € 4.000,00 per le spese vive di trasferta.


Obiettivo 12: per la parte economica, la Federazione riconoscerà, anche in questo caso e come principio fondamentale e integrante del suo Statuto, una cifra prestabilita che andrà a premiare le varie squadre e che verrà erogata all’inizio di ogni stagione.

Avrà una consistenza di circa € 2.000.000,00.

Ad ognuna delle 30 società iscritte verrà erogato un contributo di € 70.000


CAMPIONATO di SERIE B – C – C Regionale

Saranno rielaborati i campionati in funzione delle società partecipanti.


Obiettivo 13: per la parte economica, la Federazione riconoscerà, come principio fondamentale ed integrante del suo Statuto, una cifra prestabilita che andrà a premiare le varie squadre e che verrà erogata all’inizio di ogni stagione.

Avrà una consistenza di circa € 4.500.000,00.

Ad ognuna delle 47 società iscritte in serie B verrà erogato un contributo di € 40.000.

Ad ognuna delle 80 società di serie C verrà erogato un contributo di € 25.000

Ad ognuna delle 79 società iscritte al campionato regionale di serie C verrà erogato un contributo di € 10.000.

Le società che riusciranno ad avere una squadra U20 potranno farla partecipare ad un campionato di categoria organizzato e finanziato dalla Federazione.


CAMPIONATI FEMMINILI

È un buon momento per il rugby femminile, sia per i risultati importanti conseguiti sia per l’interesse che suscita il fenomeno a livello delle praticanti.


Nel solo Veneto si registra un incremento del 118% (da 248 a 543 tesserate).


Il Campionato sarà diviso in due gironi composti da 14 squadre suddivise in base ad un iniziale sorteggio.

Le società che riusciranno ad avere una squadra U20 potranno farla partecipare ad un campionato di categoria organizzato dalle società stesse e finanziato dalla Federazione.


Obiettivo 14: per la parte economica, la Federazione riconoscerà, come principio fondamentale e integrante del suo Statuto, una cifra prestabilita che andrà a premiare le varie squadre e che verrà erogata all’inizio di ogni stagione. Avrà una consistenza di circa € 1.500.000,00.

Ad ognuna delle 28 società iscritte verrà erogato un contributo di € 55.000


REVISIONE CAMPIONATI

È prevista una revisione strutturale dei vari campionati facendo in modo che, in ogni categoria, tutte le società abbiano la possibilità di confrontarsi fra di loro con le proprie squadre.

TROFEO REGIONALE

La Federazione sceglierà, su tutto il territorio nazionale comprensivo di isole, le regioni chiamate a una ulteriore attività agonistica propedeutica all’individuazione di nuovi talenti. Parteciperanno al Trofeo i migliori atleti regionali che saranno scelti da una Commissione composta da tecnici delle società della regione di appartenenza, coordinati da un Tecnico Federale messo a disposizione dei Comitati regionali. La squadra che vincerà il Trofeo, in accordo con la EPCR, parteciperà all’attuale Challenge Cup.

Le selezioni saranno composte solo da giocatori eleggibili per la Nazionale.

Tutte le regioni dovranno partecipare con una selezione Senior e U20.

Gli allenatori delle selezioni saranno scelti in base alla classifica dei campionati svolti nelle proprie regioni (es.: la selezione dell’Abruzzo e eventuali regioni limitrofe non avendo squadre nella Top 12, verrà allenata dal tecnico della squadra in testa al campionato abruzzese e gli assistenti scelti in base alla classifica medesima).

Nell’arco del campionato si dovranno trovare le date per inserire il Trofeo delle Regioni, sia Senior che Junior (es.: ogni tre settimane).


CAMPIONATO di RUGBY «a 7»

Prima dell’inizio dei campionati, e durante le soste per l’attività internazionale, le società con squadre nel campionato Top parteciperanno a un campionato di Rugby «a 7», con la possibilità di far giocare anche atleti della serie B e della serie C.


L’organizzazione del campionato (Senior e U20)

farà riferimento a quella del Torneo «a 7» organizzato dalla World Rugby.



Relativamente al settore femminile, sempre in considerazione delle società iscritte e del numero delle tesserate, si proverà a organizzare un campionato «a 7» abbinato al maschile.

Le spese vive per le trasferte dei concentramenti, sia delle squadre maschili che di quelle femminili, saranno a totale carico della Federazione.


SETTORE GIOVANILE fino a UNDER 18


L’attività sportiva e educativa di tutto il settore dovrà essere rivista, e eventualmente riorganizzata, con l’aiuto dei tecnici e degli organizzatori dei comitati regionali.

Il mini rugby andrà organizzato e gestito da un gruppo di educatori specializzati in questo settore, con a capo un responsabile federale. Poiché l’attività motoria è fondamentale per la corretta formazione dei mini atleti, saranno necessari sia validi educatori sia capaci preparatori atletici e tecnici.

La Federazione, tramite i Comitati regionali, sosterrà economicamente i club che avranno a disposizione un loro personale specializzato; per le società che non avranno questa disponibilità, la Federazione fornirà ai Comitati regionali i propri collaboratori.

Composizione delle Categorie Propaganda (Mini rugby) e Giovanile (sino a Under 18):

Categoria Propaganda: 5/6 anni, 7/8 anni, 9/10 anni, 11/12 anni, 13/14 anni. Le categorie si intendono ad anno effettivo di età all’inizio di ogni stagione sportiva. L’attività sarà organizzata dai rispettivi Comitati Regionali.

Categoria Giovanile: Under 15/16 anni, 17/18 anni. Le categorie si intendono ad anno effettivo di età all’inizio di ogni stagione sportiva. L’attività sarà organizzata direttamente dalla Federazione.

Sono previsti 20 Concentramenti ufficiali organizzati dalle società Top 10 (obbligatorio) e Super 30 interessate (ex A) con il patrocinio della FIR (max 20 società partecipanti).

Avrà una consistenza massima di € 410.000,00.

Organizzatori: € 1.500,00 una tantum per organizzatore.

Partecipanti: € 250,00 a categoria partecipante per un massimo di 4 categorie a Società.


COMITATI REGIONALI

Data per scontata la fondamentale importanza dei Comitati Regionali, sarà necessario rivederne l’organizzazione cercando di uniformare il loro «modus operandi» e fornire a tutti le linee guida operative federali da seguire.


Obiettivo 15: indispensabile rivedere il contributo federale dedicato ai Comitati, che dovrà permettere loro di svolgere in piena autonomia il proprio compito. Un primo passo dovrà essere quello di prevedere a regime un importo di € 1.500.000,00.


Obiettivo 16: la nuova missione dei Comitati regionali sarà avvicinare la base al vertice. Tutta l’attività giovanile (campionati e selezioni regionali) deve essere decentrata, affidata ai Comitati Regionali, accompagnata da una rilevante autonomia gestionale dell’attività agonistica.


Soprattutto in ambito giovanile, nell’attività del tesseramento,

ricerca, individuazione,

promozione e sviluppo del talento


Vanno coinvolti i genitori, le famiglie e le autonomie locali, spiegando loro cosa e quanto si fa per i ragazzi, comunicare come e quanto i valori dello sport entrano nella formazione ed educazione dei giovani:

– contrastare la sindrome da sedentarietà, obesità e scorretta alimentazione;

– arginare l’uso di alcool, droga e fumo di sigaretta

– aggredire le devianze sociali quali bullismo, ludopatia e microcriminalità

– favorire nuovi stili di vita

In sintesi, una terza missione, una economia sociale per contribuire allo sviluppo di un sistema-territorio


SETTORE MASTER (già OLD)

E’ un movimento da considerare e valorizzare poiché rappresenta un numero di tesserati destinato a crescere, «per voglia di sport» e soprattutto quando cesserà il confinamento da COVID 19.

E’ un settore che si autofinanzia, dal momento che l’attività è considerata «loisir».


Obiettivo 17: la Federazione deve delegare la funzione ai Comitati Regionali, che cureranno l’aspetto organizzativo (calendari) e l’attività di formazione tecnica (ad esempio la figura del Tecnico Master).

REGOLE PER GLI STRANIERI IN ITALIA

Al fine del tesseramento verranno considerati giocatori italiani coloro in possesso del passaporto italiano, seppur provenienti da Federazioni o Unioni rugbistiche straniere.

Per poter essere tesserato come italiano, il giocatore extracomunitario dovrà giocare, con continuità, nei campionati italiani, per un periodo di 5 anni. Ciò non impedirà al giocatore di partecipare a campionati esteri durante l’interruzione dell’attività italiana a fine stagione.

Oggi per essere eleggibili per la Nazionale sono necessari 5 anni e non più 3.


Obiettivo 18: Top 12 – non ci saranno limiti numerici per i tesseramenti di extracomunitari e comunitari, nel rispetto delle norme UE di chi pratica uno sport se tale attività riveste il carattere di una prestazione di lavoro subordinato o di una prestazione di servizi retribuita.

Nel campionato nazionale, sul foglio gara potranno essere iscritti due giocatori comunitari e/o extracomunitari.

Le Società avranno l’obbligo di depositare in FIR i contratti stipulati con i giocatori per salvaguardare la posizione amministrativa di entrambi e evitare, così, la fideiussione di € 50.000,00 per società.


Obiettivo 19: Super 30 (ex A) – come per il campionato Top, non ci saranno limiti numerici per il tesseramento di extracomunitari e comunitari.

In questo campionato nazionale, sul foglio gara potrà essere iscritto un giocatore comunitario e/o extracomunitari.


Obiettivo 20: Serie B – C – C Regionale – in questo campionato non sarà possibile tesserare alcun giocatore straniero extracomunitario mentre il numero dei tesserati comunitari sarà libero; sul foglio gara potrà essere iscritto solo un giocatore comunitario.

SETTORE GIOVANILE fino all’U18

Potranno partecipare ai campionati di categoria i ragazzi provenienti da Paesi Comunitari e non, sebbene non di nazionalità italiana. Gli atleti potranno essere chiamati nelle Nazionali di categoria.

SQUADRE NAZIONALI

Saranno convocabili in Nazionale tutti i tesserati FIR con le modalità previste dalla Federazione Italiana e dalla World Rugby; ciò non varrà, ovviamente, per le Nazionali giovanili fino all’Under 18.

Obiettivo 21: i giocatori Nazionali avranno un contratto individuale, stipulato direttamente con la FIR, che nulla avrà a vedere con il contratto in essere con la società di appartenenza

A ogni raduno delle varie Nazionali il tecnico federale dovrà essere affiancato da uno o più tecnici scelti, a rotazione, tra quelli che alleneranno le pari categorie a livello societario.

Favorire e aumentare gli impegni internazionali dei giovani eleggibili per le squadre nazionali anche attraverso selezioni territoriali di categoria. Tale attività sarà finanziata dalla Federazione.


FORMAZIONE

La formazione dei dirigenti è fondamentale per il nuovo ruolo ed adeguamento delle società. Soprattutto nell’ambito dell’attività giovanile, quando diventa importante il tesseramento e la fidelizzazione ai fini della ricerca, individuazione, promozione e sviluppo del talento.


Obiettivo 22: la formazione deve essere unica e parlare la stessa lingua per tutti

Nell’ambito della formazione tecnica serve un tecnico formatore con ampie conoscenze internazionali. La scelta deve essere federale, per le linee tecniche di indirizzo che devono essere «adattate» alle abilità agonistiche italiane (la via italiana al rugby). Una persona che indirizza il lavoro di tutto il movimento all’unisono per risultati di medio-lungo termine (progetto e risorse economiche a sostegno del convincimento delle società a collaborare).


Obiettivo 23: un «Director of Rugby» per il settore Seniores e Olivier Magne, con la consulenza attiva di Pierre Villepreux, come «Director of Rugby» per il settore Junior, i quali hanno dato la loro totale disponibilità ad intraprendere questo nostro nuovo percorso.

SETTORE ARBITRALE

Revisione delle note spese del settore arbitrale e della procedura di rimborso.

Dovranno essere riorganizzati sia la Commissione Nazionale Arbitri della FIR (CNAR) che il Gruppo Tecnico Arbitrale (GTA). Incrementare il rapporto tra numero di tesserati ed arbitri.


Obiettivo 24: budget annuo per attività € 2.600.000,00.


Obiettivo 25: obiettivo primario del settore deve essere l’implementazione dei rapporti e degli scambi con altre federazioni, per una crescita che si rifletta positivamente sul campionato italiano e che consenta l’inserimento stabile di due arbitri italiani a livello internazionale.

STRUTTURE FIR e RAPPORTI con ENTI e AZIENDE

Tesseramento: semplificazione e riduzione delle tasse federali.

Previdenza e Infortunistica: con l’avvento del professionismo, nello sport in generale e nel rugby in particolare, non possono più essere differite le questioni riguardanti il «trattamento di quiescenza e l’infortunistica lavorativa» dei giocatori. Per evitare che gli stessi, una volta cessata l’attività agonistica, si ritrovino senza alcun versamento contributivo e per evitare costose polizze assicurative private in caso di infortunio di gioco.


Obiettivo 26:

– attivare CONI e FIR affinché il rugby venga ricompreso nelle discipline riconosciute ai fini dell’iscrizione all’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (INPS) per la determinazione dei versamenti contributivi dei giocatori

– attivare CONI e FIR affinché il rugby venga ricompreso nelle discipline riconosciute ai fini dell’iscrizione all’Istituto Nazionale delle Assicurazioni contro gli infortuni sul Lavoro (INAIL) per l’infortunistica lavorativa da gioco

– definire, laddove possibile, un accordo anche con il Fondo Pensione Sportivi Professionisti (FPSP) accorpato all’INPS


CITTADELLA DEL RUGBY DI PARMA


Sarà destinata all’utilizzo delle squadre Nazionali come centro sportivo di preparazione e anche per eventi rugbistici speciali.

UNIVERSITA’ E SCUOLA

Obiettivo 27: riallacciare un rapporto di collaborazione con le Università, tipo mondo anglosassone dove il rugby è sostanzialmente uno sport da College. Partnership con gli Istituti scolastici nella promozione e ricerca del talento.


IMPIANTISTICA SPORTIVA


Per realizzare campi da gioco (anche sintetici), la Federazione potrà contribuire e fare da garante alle società che avranno concessioni a lungo termine o terreni di proprietà. Gli impianti potranno essere riconvertiti in «aree green», rendendoli autonomi sul piano energetico previa installazione di impianti fotovoltaici e batterie di accumulo capaci di garantire alle società risorse economiche dalla vendita dell’energia residua prodotta.

Obiettivo 28: risulta indispensabile creare e/o aggiornare l’archivio federale degli impianti per conoscerne l’adeguamento alle norme nazionali e internazionali (RTI) e le condizioni generali:

– uniformità nazionale delle condizioni impiantistiche

– composizione lineare e più celere dei calendari e sedi delle manifestazioni

– riduzione dei rischi amministrativi e penali in caso di incidenti in impianti mai omologati o non più omologati


Al fine di eliminare campi obsoleti, ammodernare, ristrutturare, ampliare e costruire nuovi impianti con manti erbosi verdi (anche sintetici), club house e tribune adeguate, illuminazione efficiente per consentire anche la ripresa televisiva notturna, essenziale e privilegiato devono essere il ruolo e il rapporto con i Comuni (ANCI), in larga misura proprietari degli impianti, con i tecnici comunali (UNITEL), ICS, CONI e Sport & Salute.


Obiettivo 29: vanno studiate e condivise le linee di indirizzo e le condizioni delle convenzioni per i soggetti gestori, dal momento che manca una normativa nazionale per l’affidamento diretto dell’impianto, verificati se siano validi altri modelli che offrono una multifunzionalità in grado di soddisfare maggiori aspettative, abbattendo costi di gestione ed incremento d’uso. Ci riferiamo alla possibilità di realizzare strutture di ampie dimensioni, atte sia alla pratica sportiva agonistica (possibilità di uso contestuale da parte di diverse associazioni), ma anche a costituire spazio per altre espressioni aggregative della comunità (esposizioni, ecc.).

Il rilancio degli impianti riguarda anche uno staff tecnico che affianchi le società e uno staff amministrativo che sburocratizzi i passaggi per contributi a fondo perduto (conto capitale) o contributi in quota interessi a seconda dei vari progetti.

Occorre evitare di fare campi in provincia in zone dove c’è poca utenza, ma lavorare là dove lo sviluppo può essere possibile.


RAPPORTI MEDIA & STAMPA – MARKETING


Creare le condizioni per uscire dalle notizie in breve, quando ci siamo, e ottenere contributi di contenuto:

– analisi ed inchieste utili alla crescita di un movimento che appare solo utopia, se prescindiamo dalla stampa regionale

– «spogliatoi aperti» ai giornalisti e non solo ai social che non fanno comunità, al fine di tornare alla grande famiglia dove giocatori, tecnici e dirigenti si scambiano esperienze e giocano la stessa partita

Il successo del rugby è legato anche alla comunità dove si gioca e la stampa è fondamentale nella formazione di questa comunità.

Un nuovo marketing che non può essere a costo zero.

Con la televisione si gioca la battaglia per il recupero di visibilità pubblico e sponsor. Chiedere programmi ad hoc e lavorare anche sui campionati giovanili.


SERVIZI TECNICI

Obiettivo 30: accordo tecnico con aziende di abbigliamento sportivo per la fornitura del materiale sportivo per tutte le squadre del Rugby nazionale (Top 12, Super 30, B, C e C Regionale, Femminile e varie Nazionali).

Obiettivo 31: accordi con le aziende di trasporto per agevolare l’organizzazione delle trasferte per tutte le squadre del Rugby nazionale (Top 12, Super 30, B, C, C Regionale, Femminile e varie Nazionali), puntando contemporaneamente a qualità e riduzione dei costi.